Nasce la Comunità Slow Food Valdibella

Fiocco rosa per la nuova Comunità Slow Food denominata “Valdibella per la biodiversità e l’agricoltura sociale” che è stata inaugurata a Camporeale la settimana scorsa. Creata con l’obiettivo di sensibilizzare e diffondere la cultura del cibo, coinvolge diciotto persone, tra soci e amici che orbitano intorno alla cooperativa Valdibella.

Le Comunità Slow Food sono lo strumento più efficace per cambiare dal basso il sistema di produzione del cibo. Le Comunità diventeranno molto presto la principale forma di aggregazione di Slow Food sui territori.

«Per noi, al centro dell’idea di comunità c’è il bene comune legato al cibo, all’ambiente, alla relazioni sociali, alla spiritualità» dichiara Carlo Petrinipresidente internazionale di Slow Food. «Abbiamo molto lavoro da fare per creare miriadi di Comunità Slow Food nel mondo, ma stiamo iniziando da reti e progetti che sono già attivi all’interno del nostro movimento, inclusi l’Arca del Gusto, i Presìdi, i cuochi dell’Alleanza, i Mercati della Terra e gli orti. Insieme a loro cercheremo di affrontare le grandi sfide dei tempi che stiamo vivendo, a partire dalla crisi climatica e dal collasso degli ecosistemi».

«È per questo che la Comunità Slow Food è così rilevante ne nostro territorio. Lavoriamo ogni giorno affinché una agricoltura sana produca cibo buono e biologico; e affinché questo cibo sia per tutti e possa arrivare a tutti a un prezzo equo. Perché è mettendo in contatto diretto il mondo della produzione con il consumatore finale che il processo agricolo termina veramente», commenta Caterina Lo Bocchiarosocia della cooperativa Valdibella e portavoce della comunità.

Questo nuovo modello organizzativo, sancito con il Congresso internazionale di Slow Food a Chengdu nel 2017, è aperto, inclusivo e profondamente radicato a livello locale: è la migliore rappresentazione del concetto di agire locale e pensare globale che da sempre caratterizza Slow Food. Infatti i princìpi ispiratori alla base di ogni Comunità nel mondo sono gli stessi, e si rifanno alla Dichiarazione di Chengdu. E analoghi sono pure gli obiettivi su scala planetaria: difendere e rafforzare la biodiversitàcambiare il sistema di produzione, trasformazione, distribuzione del ciboeducare il gusto dei cittadini e soprattutto delle giovani generazioni.

Parlare di comunità non è una novità per Slow Food. Il termine è entrato ufficialmente nel vocabolario del movimento nel 2004 quando la prima edizione di Terra Madre ha riunito a Torino 5 mila rappresentanti delle comunità del cibo di 130 Paesi del Mondo. Le Comunità Slow Food sono costituite da un gruppo di persone che condividono i valori del movimento internazionale, a partire dalla sua convinzione principale, ovvero che il cibo buono, pulito, giusto è un diritto di tutti e fino a quando anche solo una persona sul pianeta non ne avrà accesso, Slow Food non smetterà di battersi per garantirlo.

Fonte: www.valdibella.com/nasce-la-comunita-slow-food-valdibella