Il mio Cheese, di Filippo Tornambé

Cheese 2013, impressioni di un socio in viaggio nelle Langhe.
di Filippo Tornambè

Appena disfatta la valigia, non ho avuto il coraggio di metterlo in frigo e quindi il suo profumo, davvero forte, adesso si impone ancor prima di entrare in cucina. E’ un formaggio del sud della Svezia, a me del tutto ignoto; e l’occasione per conoscerlo mi è stata data dal Cheese che Slow Food, ogni due anni, organizza a Bra. Siamo nel Cuneese, fra Roero e Langhe, insomma le terre del Barolo e del Barbaresco, ed anche dei tartufi (ancora quelli estivi) e naturalmente di cheeseformaggi. Cheese 2013 infatti si è confermata una kermesse di grandissimo rilievo che ha consentito a circa duecentomila visitatori di partecipare ad esposizioni, degustazioni, conferenze, mostre, laboratori, eventi e cene, tutti centrati sul mondo del formaggio. Un’organizzazione mirabile, fin dai collegamenti che, al simbolico prezzo di un euro, metteva a disposizione frequentissimi bus navetta per accedere alla città. E, una volta arrivati lì, ti si apriva una realtà fatta di profumi,colori e sapori. Tutte le regioni italiane erano meravigliosamente presenti con le loro specialità: caciotte e pecorini, tume e burrate, mozzarelle e provole, fontine e gorgonzola venivano proposte nelle loro mille ed uniche sfumature. E poi c’erano tante nazioni: da quelle note da sempre per la qualità dei loro prodotti caseari, come la Francia, alle “new entry”, come il Burkina Faso. Ho incontrato casari orgogliosi dei loro prodotti che ne illustravano le caratteristiche durante la degustazione, spesso sottolineando le modalità di produzione, dal tipo di pascolo e foraggio, ai metodi usati per l’affinamento e la stagionatura. Mi sono felicemente perso tra i chioschi di degustazione dedicati alle cucine di strada ed ho potuto finalmente sostare nella famosa via della Mendicità Istruita, dove ha sede di Slow Food. Un discorso a parte meriterebbero le cene cui ho potuto partecipare prenotandole per tempo: grandi chef, piatti preparati con prodotti della migliore qualità, location davvero regali. La mia è stata un’esperienza entusiasmante anche perchè ho potuto visitare una buona parte delle Langhe, dove, fra un castello, un formaggio, ed ovviamente un ottimo vino, si comprende al meglio cosa significhi qualità della vita e benessere socio economico di un territorio che della sua relativa perifericità ha saputo trarre il meglio.

Filippo Tornambè

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