La zucca, caratteristiche e proprietà. Di Giuseppina Sinaguglia

Giuseppina Sinaguglia è medico di Medicina Generale convenzionato
e specialista in fisiopatologia e terapia del dolore.

Solo chi non ha fame è in grado di giudicare la qualità del cibo
(Alessandro Morandotti)  

La qualità della zucca non è stata certo presa in considerazione in passato, dato il suo sapore insipido infatti non ha mai fatto gola al popolino, perlopiù costretto a mangiarla perché abbondante ed economica.

” Falla comu vo, sempri cucuzza è”!

La zucca, conosciuta fin da tempi di Greci e Romani , ebbe largo uso solo dopo che Cristoforo Colombo ne portò in Italia diverse varietà e dalle Americhe ne arrivarono di tutti i tipi: bislunga o rotonda, grande o piccola, verde, gialla, striata, rossa.

Giusi Sinaguglia

Giusi Sinaguglia

Tutti ricordiamo la famosa zucca di Cenerentola di Charles Perrault che, per magia si trasforma in una bellissima carrozza. Questa fiaba si può considerare l`allegoria di una rinascita dagli inferi al cielo, riflettendo il simbolismo della zucca che, grazie ai suoi tanti semi, fin dall’antichità venne considerata il simbolo della resurrezione dei morti. Ed in effetti, è proprio da qui che nasce la tradizione della notte di Halloween di svuotare le zucche, intagliarle con volti mostruosi ed illuminarle con dei lumini posti al loro interno. Queste lanterne servono per allontanare gli spiriti maligni e rappresentano il ritorno dei defunti nella notte del Capodanno celtico, in cui vi è un rimescolamento tra mondo dei vivi e mondo dell’aldilà, e da cui rinascerà l’anno nuovo, un nuovo corso. Per il suo aspetto tondeggiante, la zucca è stata collegata alla forma della testa umana ed anche per l`uso che se ne faceva in antichità come contenitori del sale ne deriva il modo di dire “aver poco sale in zucca” oppure “sei una zucca vuota”, riferendosi ad una persona poco intelligente . Il suo significato negativo nasce dal fatto che, nonostante le sue grosse dimensioni, non ha un gran valore nutritivo, oltre ad essere pure un po’ insapore.

Nei tempi antichi, oltre ad essere utilizzate per trasportare acqua, vino o sale, le zucche svuotate venivano usate anche dai viandanti come borraccia per l’acqua. Per questo, nell’iconografia cristiana è divenuta spesso il simbolo dei pellegrini.

La coltivazione della zucca è presente in tutto il territorio nazionale ed è un prodotto stagionale. La raccolta si effettua a partire dal mese di settembre-ottobre, quando la pianta è secca e i frutti sono maturi. La zucca è una pianta erbacea i cui frutti commestibili detti peponidi, sono bacche (botanicamente, le zucche hanno il primato di essere le bacche più grandi). Dire “zucca”, del resto, è riduttivo perché sotto tale termine si riuniscono una miriade di peponidi dalle caratteristiche assai diverse secondo le specie.

Quando si acquista una zucca è importante che il prodotto sia sodo e ben maturo: il picciolo deve essere morbido e ben attaccato alla zucca. La buccia deve essere priva di ammaccature e deve emettere un suono sordo se le si danno dei leggeri colpetti.
La zucca intera può essere conservata in ambiente buio, fresco e asciutto anche per tutto l’inverno.

La zucca ha proprietà diuretiche, antiossidanti e la sua presenza sulla tavola è molto utile per chi soffre di colite e stipsi grazie al suo alto contenuto di fibre.

Con il termine di stipsi si definisce il rallentamento della progressione del contenuto del colon, sino alla sua espulsione attraverso l’evacuazione.

I disturbi della progressione possono essere correlati ad una ridotta massa fecale (diete incongrue, scarso introito di fibre, alterazioni elettrolitiche), ad affezioni organiche del colon ( ragade, fistole, emorroidi) che meccanicamente impediscono il passaggio del bolo fecale, oppure ad alterazioni funzionali intestinali.

La stitichezza dà sintomi locali, gonfiore addominale, dolori colici, può influire sullo stato generale: mal di testa, cardiopalmo, insonnia, alitosi causate verosimilmente da autointossicazione dovuta all’assorbimento di sostanze che avrebbero dovuto essere eliminate, ma che invece permangono troppo a lungo nell’intestino.

Rimedi
Escludendo i casi in cui la stitichezza dipende da fattori patologici gravi, nei casi normali si indicano le seguenti misure: camminare di più o realizzare un’altra attività che ponga in movimento il corpo. Normalmente aiutano 20 minuti di movimento al giorno a ritmo accelerato e per tonificare la muscolatura addominale Può anche essere di aiuto anche la ginnastica perianale.
Assumere maggior quantità di fibre alimentari: frutta, verdure e soprattutto la zucca.

E ricordate:
«Chi magna zucche in abondanza, non avarà dolor de panza»!!!!

Giuseppina Sinaguglia

 

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