Curiosità/Ricetta

Siamo quello che mangiamo. Riflessioni sullo Zafferano e sulla ricetta di Pietro D’Agostino

di Giuseppina Sinaguglia 
Medico di Medicina Generale convenzionato e 
Specialista in fisiopatologia e terapia del Dolore 

Siamo quello che mangiamo

Partiamo proprio da questa celebre affermazione di Feuerbach per capire quanto sia importante l’alimentazione per il nostro organismo, non soltanto al fatto di doverci alimentare per vivere, ma anche perché una corretta alimentazione allunga e migliora la vita. Alcuni alimenti possono avere un effetto benefico sul nostro organismo ed essere presentati (quasi) come farmaci. Ippocrate, considerato il “padre” della medicina occidentale, sentenziava <<Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina sia il cibo>>.

Giusi Sinaguglia

Giusi Sinaguglia

Il cibo influenza la nostra vita sotto molti aspetti; ogni alimento può contenere sostanze che possono avere diversi effetti sulla salute, sulla qualità della vita, sul mantenimento del benessere fisico e psichico tali da permetterci di godere dei piaceri della vita.

E cosa c’è di più piacevole di una bella cenetta in due, magari a lume di candela e gustare un piatto appetitoso come i Tagliolini neri con ragù di Ricciola, Bieta selvatica crema di Basilico e salsa ai Pistilli di Zafferano Ennese? La ricetta contiene lo zafferano e i pinoli considerati cibi afrodisiaci che promettono meraviglie e capaci di far scoppiare desiderio e passione.

Ma esistono davvero cibi capaci di stimolare il desiderio sessuale? Possono alcuni alimenti essere realmente afrodisiaci? Esiste un rapporto fra tavola e letto? Esiste una prova scientifica, o questi poteri sono soltanto leggende, una sorta di superstizioni popolari?
L’interrogativo è antico, ma rimane a tutt’ oggi di grande attualità. Fin dall’antichità l’uomo si è interessato al binomio cibo/eros. Popoli, culture e civiltà diverse, hanno inventato “pozioni e filtri d’amore” per sedurre, incantare l’altro sesso e per migliorare le proprie prestazioni sessuali. Secondo la leggenda greca, Zeus (re dell’Olimpo, padre degli Dei) giaceva su un letto di Zafferano con le sue donne per aumentare le sensazioni e la sua potenza sessuale.
Ma cosè un cibo afrodisiaco? Viene definito afrodisiaco (dal nome della dea greca Afrodite) una qualsiasi sostanza assunta allo scopo, per lo più presunto, di esaltare la libido o migliorare le prestazioni sessuali (vincere blocchi e riluttanze, aumentare il desiderio, assicurare migliori prestazioni, ecc.).
Perché si considerano Afrodiasiaci? La presenza di vitamine A, E, B e di antiossidanti stimolano la trasmissione degli impulsi nervosi e di conseguenza il desiderio sessuale aumenta, inoltre si ha un miglioramento della circolazione sanguigna che si riflette direttamente sulle reazioni fisiologiche degli organi sessuali.
Fra i cibi afrodisiaci per eccellenza vi è lo Zafferano. Secondo un gruppo di scienziati canadesi lo zafferano migliora la funzionalità sessuale stimolando le zone erogene e funzionando come un potente vasodilatatore, per cui è ottimo per l’uomo conquistandosi il titolo di “viagra naturale”, favorisce il riscaldamento delle mucose aumentandone la sensibilità e stimola le fibre dell’utero, però una dose eccessiva di questa spezia provoca il parto prematuro o addirittura l’aborto! Lo Zafferano regolando il flusso sanguigno sembra essere benefico anche per combattere il diabete e il morbo di Alzheimer. Lo Zafferano va assunto in piccolissime quantità perchè oltre 1g lo Zafferano può provocare emorragie, vomito e nausea. Oltre i 20g può provocare la morte. (le bustine in commercio ne contengono 0,15 gr.).
L’appagamento del gusto non risponde solo alla necessità fisiologica del nutrimento, ma coinvolge tutti i sensi e ci da benessere e piacere.
Cibo e sesso hanno la stessa localizzazione celebrale, gli stessi circuiti neuroendocrini, gli stessi ormoni che li controllano. Il legame fra sesso e cibo consiste anche nel fatto che entrambi servono per la socializzazione, per la soddisfazione personale, per la sopravvivenza propria e della specie. Riprendendo le parole del grande gastronomo francese, Brillat-Savarin che nel suo trattato sulla Fisiologia del gusto precisava che questi cibi ” possono rendere le donne più tenere e comprensive e gli uomini più amabili”, si può dire che i cibi afrodisiaci favoriscono l’accendersi del desiderio.
Se si è ancora increduli provare per credere e buon appetito anzi …. buon dopocena!!!!

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One thought on “Siamo quello che mangiamo. Riflessioni sullo Zafferano e sulla ricetta di Pietro D’Agostino

  1. è molto interesante questo tuo articolo,anche se penso che il viagra naturale per eccellenza sia la MACA ANDINA, TU CHE NE PENSI IN MERITO

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